I Ciambellai (Pignasecca)

Questo piccolo banchetto che affaccia sulla strada, in mezzo al folkloristico caos della Pignasecca, uno dei luoghi simbolo della nostra città, all’apparenza non può che dar l’idea dell’ennesimo bancariello di fritture come se ne vedono tante,  a Napoli.

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(Lo splendido contesto del graffettaro in questione)

Ed infatti, è proprio quello che vende. Fritti.
Ma ciò per cui si caratterizza, questo piccolo esercizio commerciale, non sono gli arancini, i crocchè, le pizzette, prodotti nella media e che è possibile trovare di più buoni da molte altre parti.

No.
La sua specialità sono le graffe.

Graffa

(Il banco così come appare)

Non a caso, il posto si chiama “I Ciambellari” (prima un più generico “Ciambelle”).

La strada è via Portamedina, il numero… non penso nemmeno che esista, in ogni caso è proprio in faccia all’ospedale Pellegrini.

Io  ho sempre detestato il disordine  e degrado di quella strada, la troppa gente, i basoli pericolanti dove è inevitabile rimetterci, prima o poi, una caviglia, i troppi palazzi sgarrupati ed i motorini che si insinuano da tutte le parti. Per non parlare delle auto.

Eppure, non riesco proprio a fare a meno di attraversare la Pignasecca, quando mi trovo in zona.

Anche perchè nel tempo ho individuato i miei punti di riferimento tra i vari negozietti che popolano il quartiere.
Dunque i motivi per andarci sono innumerevoli e disparati.

Ed immancabile, al passaggio, l’occhio casca puntuale a guardare il banco che affaccia sulla strada e che offre alla vista i prodotti appena fatti.

Ogni volta si disputa nel mio interno una dura lotta interiore tra tentazione, che mi spinge a fiondarmi a comprarne una, e forza di volontà che mi implora: “Mario… Mario… sono grassi… calorie… fritto… poi li paghi tutti, questi peccati di gola!”.

E purtroppo, o per fortuna, il più delle volte è la tentazione a prevalere sulla mia forza di volontà.

Del resto è davvero difficile riuscire a resistere a tutte quelle graffe esposte, una sopra l’altra, in tre varianti, semplici, in versione bomba alla nutella o al cioccolato bianco.

Le graffe non sono grandi, anzi sono piccole e chiatte, veramente chiatte.

Non sono rinsecchite, nemmeno indurite, non hanno sapori di fondo strani, ne sanno di olio bruciato.
Sono morbidissime, quasi si sciolgono in bocca, ti riempiono la faccia e la giacca di zucchero, non ti si inchiommano sullo stomaco, vista la loro leggerezza (il che per una graffa è quasi un paradosso!),  ma ti lasciano comunque appagato.
Quando hai la fortuna di prenderle appena fatte, calde calde, ti senti felice come un bimbo.

Non parliamo del prezzo, ridicolo, ancor più considerando che un bar come Ciro ha il coraggio di fartela pagare 3€… 60 centesimi, manco il costo di un caffè. Altrimenti 1€ la bomba ripiena.

Graffa - I Ciambellari cut(La bontà fatta graffa) 

Solitamente si fanno due tornate di graffe, una la la mattina ed una il pomeriggio… la mattina c’è meno offerta, perchè verso le undici-mezzogiorno, si inizia  a mettere il fritto salato, in vista del pranzo… di pomeriggio, invece, la pietanza dolciaria prende possesso di mezzo banco espositivo, nelle sue tre varianti, che a più riprese vengono continuamente approvvigionate.

Dunque, se non conoscete la Pignasecca (grave!), imparate a conoscerla, a frequentarla e a scoprire le innumerevoli bellezze che offre la zona compresa tra Montesanto e il centro storico.
E se qualche volta vi capita, passando… assaggiate una bella graffa!

PS E già che vi trovate, consiglio di fare una puntatina a provare uno dei caffè migliori di Napoli.

Immaginate di uscire dalla stazione Cumana (di Montesanto, ovviamente).
Davanti vi trovate una strada che sale leggermente…  è via Montesanto, per l’appunto.
Iniziate a percorrerla, sulla destra vi troverete un bar… che vende il caffè Borbone.

Entrate e ordinatene uno. Non ve ne pentirete.

PPS I voti in questo caso mi sembra superfluo metterli.
La graffa va comprata e mangiata. Stop.

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1Bis (Vomero – Quattro Giornate)

Cambiamo genere.

Parliamo di take away.

In particolare cornetterie ed affini.

La scena napoletana, si sa, ha visto negli ultimi anni un proliferare di attività di ristorazione di qualsiasi tipo: non c’è crisi che tenga, possono non esserci soldi per comprare auto, case, far viaggi o persino vestiario di marca.. ma una cosa la gente non può rinunciare a fare: mangiare!
Tra le tante, anche la categoria di cornetterie e take away ha avuto un boom senza precedenti nell’area napoletana; se una volta attività di questo tipo del napoletano potevano contarsi sulle dita di una mano, oggi non se ne riesce più a tenere il conto.

Ebbene, seppur so bene che la scena è come sempre dominata dai classici Cornetti Maison, Ciottolo vari, Eden, Ciro, Tico, ce ne sono tanti altri che non godono magari della stessa visibilità o nomèa, ma che non hanno proprio  niente da invidiargli.

Dunque, anzichè parlarvi delle cornetterie note e stranote ai più, mi sembra più utile parlarvi di posti che hanno iniziato a farsi spazio da poco e che probabilmente meritano più attenzione di quella che hanno.

Comincio da questo localino che ha aperto i battenti da poco, se non  erro lo scorso autunno, ma che grazie ad un’insegna sgargiante ed ai modi affabili di chi lo gestisce, ha riuscito a catturare in poco tempo la mia attenzione e la mia frequentazione nei post-serate del sabato sera.

Il posto di cui parlo si chiama 1Bis, si trova in via Beniamino Cesi 1 bis (da cui il nome), zona piazza Quattro Giornate, si presenta con uno stile fluo, coloratissimo già dall’esterno, un menu originale e stiloso e due simpatici ragazzi dietro il bancone.

Ha un’offerta dolciaria decisamente variegata: oltre ai classici cornetti, trecce, crepes, graffe e dolciari che è possibile trovare in qualsiasi cornetteria, si distingue per specialità quali pancakes, krapfen, cookies, sfoglie, tortini vari o churritos (pressocchè introvabili, da noi), con farciture di qualsiasi tipo, tra nutella, gianduia, fondente, marmellate varie, creme, smarties, ecc. ecc.

Oltre a ciò vengono fatte specialità temporanee che danno idea di un’attività che non resta ferma ma cerca di proporre sempre qualcosa di nuovo.

Noi ci siamo stati tre volte e ad ogni occasione ho cercato mi sono deliziato a provare qualcosa di nuovo.

Quelli che finora ci hanno colpito di più sono i churritos, di cui potete vedere una foto

Churros - 1Bis

(churritos con nutella e cioccolato bianco)

Molto buono anche il krapfen, forse i pancakes son quelli che ci hanno impressionato meno.

Pancakes

(I pancakes… quelli che ho pre

(La vetrinetta, fa venire fame solo a guardarla)

I prezzi assolutamente nella media.

Cosa buona, il locale offre all’esterno anche qualche sedia e tavolino per sedersi.

Ma soprattutto molto affabile il gestore del locale, un ragazzo dalla faccia pulita che è sempre pronto a servirti con il sorriso sulle labbra, purtroppo una peculiarità non così consueta come dovrebbe.

Dunque, se vi va, fateci un salto, anche solo per lo sfizio di provare una delle tante cose che ha da offrire.

Parcheggio 7  Mai avuto particolari problemi a parcheggiare lì in zona

Struttura 9 Molto accattivante la scelta cromatica degli arredi, molto ben presentata l’offerta dolciaria al banco di esposizione.
Utile anche il menù posto in serigrafia sulla parete d’ingresso.

Servizio 7,5  Due ragazzi che fanno tutto e nonostante tutto riescono sempre ad avere un sorriso a portata di cliente.
Dal momento che le cose le fanno nel momento dell’ordinazione, occorre qualche minuto di attesa per avere quanto richiesto, ma questo è il rovescio della medaglia del preparato al momento.

Cibo 8  Veramente non male, considerata la vasta scelta offerta.

Prezzo 7 Nella media.

Al Solito Posto (Caserta) – Ristoranti a Caserta

In occasione delle feste pasquali e della poca mancanza di tempo, approfitto per pubblicare una mini-review che scrissi in quel di gennaio.

Dopo lo shopping compulsivo di sabato pomeriggio, nei fantomatici centri commerciali di Marcianise, ci ritroviamo alle 21.30 con i negozi in via di chiusura ed una fame che non vi dico. Dunque, che famo? Ndo se va a magnà?

A Napoli? Noooo, che palle, sempre gli stessi posti, poi ho la macchina grande, dove la metto?
Ho voglia di cambiare, vabbè, vediamo che c’ha da offrire sta Caserta, visto che ci troviamo… pizzerie, pizzerie…
Ecco, ne ho trovate due, una Al Solito Posto, sta alle spalle della stazione, poco più avanti della facoltà SUN, passiamo, và… azzo quanta gente, vabbè lasciamo il nome e vediamo… ah bè, c’hanno dato pure il numerino, la vedo male, ci hanno dato “solo” ben più mezz’ora di attesa, eh?
Ok, passiamo all’altra và..
La Loggetta, su via Roma, pò più avanti della Reggia… nooo, ma che è quella fila, peggio della prima.
Che famo? Torniamo a Napoli? Tanto se ci va bene prima delle 23 non si entra manco lì. Restiamo?
Vabbè, restiamo, però a sto punto andiamo alla prima pizzeria, il tempo sarà passato, aspettiamo un altro pò poi sicuro ci fanno entrare.

Arriviamo, daje, parcheggio al volo che non si vede manco il parcheggiatore.. presto, presto!
Cazzo la mezz’ora è passata, ma mancano ancora quindici numeri.
Arriva il cameriere, chiama due numeri, non ci sono… io lo guardo con fare speranzoso, lui ci fa:”Siete voi il 72???” io:”Si certo!!!” (in realtà abbiamo l’81).

Seduti, nel posto più sfigato del ristorante/pizzeria, al fianco dell’ingresso, ma dietro una colonna portante…
Il locale è veramente grande ed i camerieri si vedono barcamenarsi da una parte all’altra senza cagarci manco di striscio… di solito la bontà della pizza è inversamente proporzionale alle dimensioni del locale che la fa, ma se ne parlano bene non sarà questo il caso.

Ci porta il menù? Si certo.
Ci fa ordinare? Sisi, un attimo che le mando il collega.

Infatti il menù lo prendo io, di persona, il cameriere un pò me lo vado a prendere nell’altra sala… alla fine ordiniamo.
Misto di fritti per due, due pizze e coca cola.

Arrivano le fritture, veramente buone.
Giusto le paste cresciute non all’altezza di quelle mangiate sulla strada poc’anzi in quel di Casapulla.

Ma poi le pizze.
Bè, sono a Caserta: tassativo la bufala!!!
Ok, pizza Vestito, margherita con bufala e ripieno di ricotta e salame.

Per lei stessa pizza, ma con fiordilatte e salame oltre al ripieno.

Pizza Vestito(Pizza Vestito, ripieno di ricotta e salame con mozzarella di bufala)

20130105_232951(stessa pizza, ma con la variante del fiordilatte e salame… per me è una bestemmia preferire il fiordilatte alla bufala!)

Al livello delle migliori pizze napoletane, con in più la bufala che così buona manco l’ho mangiata in una di queste.

Conto finale 25€ in due.

Veramente una bella scoperta, sapere che anche Caserta offre posti dove vale la pena andare.

Se passate di lì, vi consiglio assolutamente di andarci.

Parcheggio : 5 Scarso, sulle strisce blu, con in più parcheggiatore abusivo

Struttura: 7 il ristorante è decisamente grande ed ha un bel po’ di camerieri, per fortuna perché la fila è lunghissima e si va dalla mezz’ora all’ora di attesa… ah danno i numerini, come alla posta!

Servizio: 6 1/2 gentili, ma il ristorante è talmente grande e la gente talmente tanta che fanno fatica a seguirti, nonostante non siano pochi, danno l’idea che dovrebbero essere comunque di più

Cibo: 8 siamo ad alti livelli, pizza squisita

Prezzo: 9 e 1/2  12,50€ a testa per antipasto bibita e pizza speciale… prezzi analoghi alle migliori pizzerie dei Decumani… che si può volere di più?

Straconsigliato!

Family Nest (Monte di Procida)

Dato l’entusiasmo che ha provocato l’avvio di questo blog e la voglia di scoprire posti nuovi di cui parlarvi, lo scorso venerdì abbiamo deciso di fare una puntata fuori Napoli, giusto per vedere cosa si può trovare di buono oltre i confini della nostra bella città.

Certo la scelta è stata stavolta vincolata da cause di forze maggiori (impraticabilità della statale sorrentina a causa di caduta di alcuni massi che ha provocato, in un colpo solo, il depennamento di Vico, Meta è Sorrento) e dalla poca propensione ad arrivare sino a Caserta(vecchia), ragion per cui si è deciso di optare per il versante di Baia, precisamente Monte di Procida.

Opportunamente consigliati da un amico, abbiamo deciso di spingerci verso nelle vicinanze del lago Fusaro per provare una trattoria pizzeria abbastanza famoso nella zona: Family Nest.

“Vacci, è una garanzia”. Mah, su Tripadvisor si trovano recensioni molto discordanti, comunque decidiamo di fidarci…
Il locale è molto spesso pieno e nei weekend presenta anche le code, probabilmente ciò è una cosa prettamente tipica della bella stagione, perché noi entriamo senza problemi ed anzi ritroviamo pure qualche tavolo vuoto.
Di parcheggio ce n’è a morire, con due spazi gestiti dal locale con tanti posti auto a disposizione.

Prima di arrivare a parlare del ristorante, volevo fare una puntualizzazione in merito alla strada da percorrere.

Un errore che in molti fanno, e che io stesso ho fatto fino a pochi anni fa, è buttarsi a capofitto all’uscita di Arco Felice per recarsi a Monte di Procida, Miseno e tutti quei localini tanto in voga d’estate, per prendere la galleria e percorrere la trafficatissima strada che costeggia il golfo di Baia.

Sbagliatissimo.
Come ho potuto constatare, molto più conveniente prendere l’uscita di Cuma e fare la strada interna seguendo le indicazioni per Bacoli e Monte di Procida.

Percorso

A vederla su Maps sembra di allungare il viaggio e in effetti in questo periodo non è che ci sia tale passaggio di auto nella zona da rendere preferibile una strada piuttosto che l’altra, ma con il traffico che si crea lungo tutta la litoranea, nel periodo estivo, la differenza di 3 km viene compensata da una maggiore scorrevolezza nel viaggio che permette di guadagnare tempo prezioso in vista dell’attesa per entrare.

Ancora, il contesto in cui è situata la trattoria è decisamente squalliduccia, ma ciò non sminuisce il valore ed il fascino intrinseco della zona del Fusaro e di Baia.

All’ingresso si viene accolti da un ambiente decisamente rustico e quasi familiare, non a caso ciò che salta subito all’0cchio, oltre alla teca dei dolci, sono i tanti salumi appesi al soffitto!
Potrebbero mancare le tovaglie a quadrettoni?
Ovviamente no! Ci sono pure quelle!

Una volta accomodati, si arraffa il menu e si spulcia quella che è l’offerta.
“Interessante… hanno parecchi primi… ma io voglio la pizza!”
Anche qui la proposta è molto varia, quasi tre pagine di pizze da scegliere e l’indecisione regna sovrana.

Sulla carta sembrano tutte buone, e anche a vederle agli altri tavoli si direbbe abbiano un ottimo aspetto.

Andata. Per il sottoscritto Pizza Gaetana,  margherita, mozzarella di bufala, parmigiano, olive e peperoncino, per lei una margherita con salame funghi e olive.

Ma prima un misto di fritti, che sennò fa brutto.

Frittura non male, da rilevare che il crocchè, che è di solito l’elemento che meno mi soddisfa, è quel che più cattura la mia attenzione.. forse grazie all’utilizzo del pecorino in luogo della classica

Apprezzabile che il cameriere arrivi a sincerarsi di aver finito tutto per poter mettere a fare le pizze, vezzo che in molte pizzerie partenopee si sta perdendo.

Arrivano le pizze… e che pizze!

La mia Gaetana, a vederla vien voglia di piegarla su se stessa e mangiarsela all’istante

Pizza Gaetana

(Pizza Gaetana, margherita con bufala, parmigiano, olive e peperoncino)

Lei è un po’ meno entusiasta, quando vien posata la sua pizza è chiaro a entrambi chi dei due abbia la scelta migliore

Margherita con funghi e salame

(Margherita con funghi, salame e olive, un nome ce l’ha ma non lo ricordo, forse Campagnola ma non ci giurerei)

In ogni caso l’aspetto tanto invitante viene per entrambi ampiamente assodato al momento dell’assaggio: la pizza è buonissima, e l’abbondante dose di parmigiano, apparentemente sacrilego, si rivela invece una idea vincente giustamente esaltata dal peperoncino.

La lievitatura è perfetta, il condimento appropriato, ma la cosa che più colpisce è la leggerezza dell’impasto che fa scivolare la pizza nella pancia senza provocare alcun senso di pesantezza.

Benissimo, adesso celebriamo tutto con un dolce!

Quattro tipi diversi di cheese cake, al caffè, alle noci, al pistacchio e a cocco e nutella, classico tiramisù, torta pan di stelle, torta rocher ed altre che al momento mi sfuggono.

Optiamo per la cheese cake cocco e nutella e torta rocher.

Molto buona la mia rocher, guarnita con panna e contraddistinta anche qui dalla strana leggerezza

Torta Rocher

(La classica torta Rocher, ve la devo pure spiegare?)

meno azzeccata la scelta della cheese cake, che è guarnita non da formaggio bensì da panna.. il che la rende una torta cocco e nutella con panna, ma non una cheese cake!

Cheese cake cocco e nutella

(La Cheese Cake Cocco e Nutella, poco Cheese e molto “Cream” )

Insomma, alla mia lei è andata relativamente peggio, per quanto son certo che non si è di certo lamentata!

Arriviamo al conto: due crocchè, arancino, bruschetta e piatto di patatine fresche, due pizze, due dolci, coca e birra 36€ in due.

Non male.

Chiusura serata con bella passeggiatina romantica sul lungolago al chiaro di luna e con la splendida cornice del Fusaro, riqualificato negli ultimi tempi.

Senza divagare e passando alle cose serie, andiamo ai voti.

Parcheggio : 9 Meglio di così…

Struttura: 6 1/2 l’aspetto informale e rustico mette perfettamente a proprio agio gli avventori, rendendosi adatto sia a clienti giovani che a quelli più attempati

Servizio: 8 cortesi e socievoli, forse grazie anche al clima rilassato e non allo stress dei sabati sera estivi

Cibo: 7 1/2 pizze veramente buone

Prezzo: 7 decisamente onesto

Andateci!

La Taberna del Re Leone (zona Duomo)

Se c’è una cosa che va molto di moda di questi tempi sono i coupon che molti siti quali Groupalia, Groupon, Poinx, e affini offrono a prezzi concorrenziali.

Non starò a spiegarvi ovviamente di cosa si tratta perché l’argomento è ormai cosa nota , la sola considerazione che mi preme fare si concentra sulla finalità del servizio, che se per il cliente è quella di godersi una cena (o un pranzo) completa senza svenarsi, per il locale è quello di sfruttare la promozione per farsi conoscere e attrarre nuova potenziale clientela.

Il problema nasce nel tipo di servizio offerto, che non sempre è quello che uno si aspetta di trovare, anzi molto spesso ci si ritrova con la sgradevole sensazione di essere quasi un fastidio per l’esercente e dunque più che vivere la cosa come un piacevole diversivo, la si finisce per relegare nelle esperienze su cui stendere un velo pietoso, cosa che ti fa pensare: “Ma che ca… l’hai messo in vendita a fare sto coupon, che nessuno t’ha pregato!”

Tutta questa premessa per dire cosa … ?!
Ma niente, semplicemente che la settimana scorsa si è andati a mangiare a sbafo con uno dei coupon acquistati da Groupon.

Bene, bravo, ci fa piacere… e allò, ci vuoi parlare di questo posto si o no?

Va bene, il ristorante è La Taberna del Re Leone (da non confondere con la Taverna omonima a Pozzuoli), si trova in via dei Cimbri 5 , la prima traversa a destra salendo da via Duomo.

Seppur la zona non sia il massimo della vitalità (diciamo che oltre al ristorante c’è una via “tranquilla”, diciamo anche troppo), il ristorante da fuori fa una buona impressione, arredi moderni e ristorante che si sviluppa su due piani (noi ci han fatto accomodare al secondo).

Il personale si è sempre rivolto a noi in maniera molto cortese e senza trasmettere in alcun modo la sensazione sgradevole di cui ho parlato sopra, ma anzi si sono rivelati decisamente affabili e questo è un punto di favore.

Ci han subito accolto con un flute di benvenuto, si era in quattro e da bere han servito due birre e due calici di vino rosso.

Arrivano gli antipasti, in due piatti molto invitanti.
Peccato che in quel mentre il cameriere ci ricorda di dover ordinare le pizze comprese nel menu, avvertendoci che il menu è molto impegnativo: infatti, due pagine di pizze scritte a caratteri piccoli e senza alcuno stacco tra l’una e l’altra con una scelta molto vasta ci richiedono cinque minuti sani per decidere.

Dopo aver svolto i nostri doveri,  ci possiamo finalmente servire

Bruschette e angioletti fritti

(bruschette e angioletti al pomodoro)

Misto di fritti

(misto di fritturine e mozzarelline di bufala)

Devo dire che l’antipasto si è rivelato di ottima qualità, non troppo unto, salate al punto giusto.

Arrivano le pizze, io per rimanere come sempre leggero mi sono limitato ad una margherita con strato sottostante ripieno di ricotta.

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(margherita ripiena di ricotta)

Pur non essendo molta, la ricotta, la pizza si è rivelata abbastanza pesantuccia.

Una pizza nella media, ben condita, lievitazione forse non eccezionale ma forse paga anche la scelta.

Insomma, ne ho mangiate di migliori, ma pure di peggiori.

La montanara grande stile-Starita si è rivelata meno unta ma anche meno entusiasmante.

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(la montanara)

E veniamo al dolce, scelta decisamente limitata, solo panna cotta ai vari gusti ed una sola porzione di tiramisù.

Gli altri si sacrificano concedendomi il tiramisù, cosa di cui mi pentirò o forse no, dato che la panna cotta non mi piace.

Bè, che dire del tiramisù… mai mangiato una roba più immonda di questa, da grande estimatore di questo dolce, credo di non averne mai assaggiato uno peggiore, tre quarti strato di mascarpone (?) della peggior fattura, un po’ di biscotto e poi un sughino strano che se fosse stato caffè sarebbe stato decisamente annacquato.

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(foto del terribile tiramisù)

Sarebbe stato meglio chiudere con la pizza.

Dando i voti.

Parcheggio: 8, in orario serale c’erano posti auto a morire, non so se siamo stati fortunati, ma vista la “vivacità” della zona, deduco che la situazione sia sempre questa

Struttura: 7 1/2 se la cava egregiamente, il locale è nuovo e gli arredi sono, di conseguenza, moderni

Servizio: 7 gentili  e disponibili, non c’hanno fatto mancare nulla, né hanno accennato, educatamente, al fatto che fosse giunta ora di andarsene per quanto fosse ormai evidente, dato l’orario

Cibo: facendo una media tra le tre pietanze, antipasti 8, pizza 6, dolce 4 , direi un 6

Prezzo: trattandosi di coupon, non abbiamo pagato alcunché, ma i prezzi mi sembravano nella media rispetto alle pizzerie del centro (non dei Decumani)

Può essere un’alternativa come altre, quantomeno per la varietà delle pizze.

IPub (Vomero)

Di questi tempi vivo la fase in cui ho voglia di tentare posti nuovi, non fossilizzarsi sui classici pub rodati, ma sperdersi magari anche nelle vie meno “battute” per andare alla ricerca di locali di cui neanche si è sentito parlare.

E quale occasione è migliore del sabato sera per andarsi a buttare in qualche posto lontano dal traffico e dalla cronica carenza di parcheggio riscontrabili nelle vie più centrali?

Il posto di cui voglio parlare e inaugurare la rubrica mangereccia  non è poi così remoto, non si trova in qualche sperduta strada di provincia, ma anzi si trova soltanto dalla parte un pò sfigata del Collana (lo stadio).

In realtà del pub ne avevo sentito parlare… oltre al nome, frase emblematica come “era un bel localino e  i panini sembravano veramente invitanti” costituiva di per sè già una valida ragione per andare a testarlo.

Perciò, dopo il solito clima di incertezza fatto di proposte e controproposte, pacchi e contropacchi, clima dipanatosi soltanto all’ormai sopraggiunta ora di cena, ci si accorda per vedersi al più presto dinanzi al suddetto pub, si corre a prepararsi per darsi una parvenza di presentabilità e si esce.

Il locale si chiama IPub, sito in vico Acitillo 58 (come ho già detto, alle spalle dello stadio Collana), ha aperto lo scorso autunno, come spesso accade, rimpiazzando una lunga sequela di esercizi di ristorazione che non hanno avuto una gran sorte.

Quale è l’elemento innovativo di questo posto? La presenza degli Ipad, da cui il nome, ad ogni tavolo, strumenti inutili con cui non solo poter effettuare le ordinazioni, ma anche interagire, giocare, navigare, facebookare ecc. ecc.

Preciso che l’idea di arrivare dinanzi la location e trovare immediatamente parcheggio è stata presto smontata dal duro riscontro con la realtà, fatta di lunghi giri del quartiere alla ricerca di un dannato buco rispettabile (dismettendo il tono melodrammatico, in realtà sono occorsi  due circumnavigazioni dello stadio per trovarlo).

Sbrigata la pratica sosta, un’attesa di nemmeno mezz’ora è bastata a farci accomodare ad un tavolino abbastanza comodo con divano e sgabellini morbidi (ma sembre sgabellini sono) ed abbiam preso possesso dell’aggeggio.
“Che sfizio! Dai che si vedono pure le foto! Forte così non dobbiamo nemmeno aspettare per prendere le ordinazioni!” Il potere di un giocattolo di farti regredire di venti anni.

L'Ipad

(uno degli aggeggi touch con cui sbariare e, quando si viene richiamati dai camerieri, fare le ordinazioni)

Tempo impiegato per concludere le ordinazioni (con più di un intervento da parte degli addetti di turno): mezz’ ora.

Roba che con la classica carta e penna ci avremmo impiegato manco la metà del tempo.

(In realtà 5 minuti sani li abbiamo persi per capire come si accedesse al menu vero e proprio, cinque o dieci minuti a fare le ordinazioni, altri cinque a cercare di capire se e come si potessero fare le modifiche ai panini ed il resto del tempo a cancellare e riportare le ordinazioni con le dovute correzioni)

Bisogna menzionare però la simpatia e disponibilità dei camerieri, che ci han tolto dagli impicci e si sono rivelati molto simpatici e premurosi anche per il proseguio della cena.

Il menu offre la convenzionale sequela di panini (hamburger, salsiccia, wurstel, cotoletta), contorni, inoltre offre anche vari tipi di carne al piatto.

Hamburger classico

(Hamburger con provola e cotto)

Buona l’offerta delle birre,  sembrava molto buona la qualità del cibo, sia contorni che panini, sembrava perchè il vero neo è che i piatti sono arrivati leggermente freddi e questo ha rovinato un pò il pasto.

L’impressione generale è che questo sia il classico pub dove per mangiare bene si debba andarci durante la settimana, più che nel weekend, dove forse il personale non riesce a gestire bene l’affluenza.

In ogni caso buoni gli arredi, c’è l’ormai immancabile tv lcd che trasmette le partite, inoltre il locale si contraddistingue anche per offrire musica live , di buon gusto e soprattutto non invasiva: se vuoi ascoltarla ti avvicini al palco nell’ala frontale del locale, se non vuoi rimani al tavolo e la musica funge da perfetto sottofondo di conversazione.

Infine, nota di merito per il reparto dolciario, veramente notevole,  da provare la torta Oreo, oltre alla quale il menu offre cheesecake, tiramisù a nutella, snickers (che non ho idea di come sia fatta), flan*  al cioccolato e non ricordo.

Torta Oreo

(la torta Oreo, assolutamente consigliato di smezzarla, per non rischiare l’indigestione)

I prezzi sono decisamente onesti, per aver sbevazzato come di consueto, chi una pinta chi due, spartito gli antipasti di fritturine, mangiato il panino e non esserci risparmiati neppure il dolce, si è speso una quindicina di euro a capoccia.

Chiusura di serata della serie: staccalo dall’Ipad che sarebbe capace di giocare al Milionario fino a che non ci cacciano!
Mettendo i voti.

Parcheggio : 5 1/2, non tragico, ma complicato come in altre vie

Struttura: 7 se la cava

Servizio: 8 simpatici e sempre disponibili

Cibo: 6 1/2 da rivalutare

Prezzo: 8 decisamente concorrenziale

Sicuramente da riprovare (magari infrasettimanalmente), anche solo per lo sfizio di non impiegare le ore a fare le ordinazioni.

Opening

Dunque, trovare qualcosa di originale da scrivere per inaugurare un nuovo blog non è cosa facile…

Si potrebbe inziare citando qualche verso da libro o film, per dare un’immagine di sè colta e sofisticata, ma risulterei fintissimo, banale e quanto di più lontano dalla mia persona, senza considerare che ho una memoria pessima, nè ho troppa voglia di mettermi a cercare aforismi dal web, dunque lasciamo perdere.

Potrei fregarmene di tutto e andare dritto al sodo, ma anche questa è una cosa che non mi piacerebbe, troppo dura, affettata (già che si parla di cibo) come cosa e probabilmente questo non incoraggerebbe il proseguio della lettura del blog (o forse si?).

Potrei ancora iniziare parlando della mia vita, di cosa faccio, dei cazzi miei personali e via dicendo, ma credo che ciò non interesserebbe nessuno, annoierebbe il sottoscritto, figurarsi il povero malcapitato lettore.

Dunque, qual modo migliore di inaugurare questa rubrica se non rispondendo alla domanda che voi vi starete ponendo…

PERCHE’ QUESTO BLOG?
Perchè hai fame? No.

Perchè non avevi di meglio da fare? Forse.

Perchè ti piace mangiare? Anche.

Perchè hai deciso di farci venire l’acquolina in bocca, provocarci invidia e far cadere in depressione  tutti coloro che si trovano lontani dai luoghi e piatti di questa città? Probabile.

No, seriamente…

La verità è che ho cominciato, un pò per gioco, un pò per convinzione, a immortalare con foto tutti i piatti particolari o che mi sono rimasti impressi per bontà, a condividerli e a ricamarci sopra qualche opinione o aneddoto legato all’esperienza mangereccia; dal momento che la cosa ha destato l’interesse di qualcuno (incredibile ma vero!) e quel qualcuno mi ha persino suggerito di raccogliere il tutto in un blog….  dunque, eccoci qui.

L’intento è quello di parlarvi delle mie esperienze  gastronomiche, darvi un’idea, un giudizio (ovviamente PERSONALE ) e magari riuscire anche a farvi conoscere qualche posto di cui ignoravate completamente l’esistenza e che invece merita di essere provato almeno una volta.
Preciso che dato che ho… diciamo “qualche” arretrato… e che l’ordine non è tra le mie virtù, ho pensato di mischiare un pò il materiale e le cosiddette “recensioni” scritte o da scrivere, perlomeno agli inizi, in modo da riempire questo spazio e poter poi proseguire con le pubblicazioni “regolari”…

Godetevelo…