50 Kalò (Mergellina)

Neanche 6 mesi son trascorsi dalla sua apertura, che già si fa un gran parlare di questa nuova pizzeria.

La notizia della chiusura del Sarago, che in quel di Mergellina rappresentava da decenni un punto di riferimento per la cucina di pesce di un certo livello, è stata vissuta a casa mia non proprio come un trauma, ma quasi, essendo clienti affezionati del ristorante da sempre.

Sia che si trattasse di una cena informale o di un pranzo di lavoro, sia che si trattasse di prendere una pizza d’asporto, il ristorante del vecchio Nando non tradiva mai le aspettative e ti faceva fare pure bella figura.

Con le prime, incoraggianti, voci che si rincorrevano sul fantomatico personaggio già affermatosi nell’ambiente della ristorazione che aveva rilevato il locale per creare qualcosa di nuovo, il dispiacere dei primi giorni è stato presto sostituito dalla crescente curiosità di sapere che cosa sarebbe emerso dai lavori ai 5 vani di piazza Sannazaro.

Le aspettative non hanno dovuto attendere molto, giacchè in poco più di 3 mesi si è festeggiata l’inaugurazione di una pizzeria che, sin dagli esordi, ha voluto imporsi come nuovo punto di riferimento nel campo della ristorazione napoletana.

Ed i risultati si sono visti da subito: tante code e tempi medi di attesa di 1h30-2h  per poter sedere a un tavolo!

Incuriosito dai primi giudizi entusiastici sulla pizza, ho tuttavia atteso che scemasse l’euforico assalto delle prime settimane di attività, per testarlo.

Dopo più di due mesi, è arrivato dunque il giorno in cui ho proposto alla mia ragazza di andarci a fare la nostra ora e mezza d’ attesa per assaggiare la pizza del celebre Ciro Salvo.

E’ venerdì sera, arriviamo abbastanza presto, sono circa le 21… eppure c’è già una bella fila.
Faccio per lasciare il nome a una distinta signora addetta a gestire le chiamate, e… incredibile ma vero, mi dà soltanto mezz’ora di attesa.

Ottimo! Decidiamo di farci due passi nei dintorni, per ingannare l’attesa,vista la vicinanza alla bella passeggiata del lungomare.

Al ritorno, nonostante non siano trascorsi i 30 minuti preventivati, scopro che la signora ci ha già chiamati!
Spiego dell’allontanamento e lei ci fa accomodare non appena si libera il tavolo successivo.

Veniamo fatti accomodare all’esterno, il che ci permette di godere dell’aria aperta, ma non mi permette invece di osservare gli interni, che sono certo essere curati nel design.

50 Kalò è una pizzeria a tutti gli effetti, e come tale dunque null’altro offre all’infuori di pizze, qualche antipasto e qualche dolce (tutti della tradizione campana).
La filosofia ricalca molto quella di analoghe pizzerie affermatesi o rilanciatesi in questo ultimo decennio, oltre a curare molto l’aspetto e il tipo di lavorazione, si mira a valorizzare il gusto della pizza con ingredienti di alta qualità: per questo il menù mira a riportare, con cura, la provenienza di tutti gli ingredienti utilizzati nelle diverse varietà di pizze.

Menù

I prezzi si attestano sugli standard di analoghe pizzerie “dei nostri tempi”, variando dai 6 euro per la margherita fino ai 10€ per le pizze più ambiziose.
Il menu si sviluppa sulle tre pagine di un pieghevole, con una buona varietà di scelta e tante proposte invitanti.
Essendo in due, la scelta di assaggi è però limitata, perciò ci accontentiamo di provare frittatina e crocchè.

Fritti

Il crocchè buono, nella norma.
La frittatina è superlativa, una frittura perfetta, un ripieno che si scioglie in bocca, permettendoti di assaporare un sugo leggermente speziato che risveglia le papille gustative.

Neanche a farlo apposta, un signore seduto al tavolo di fronte al nostro,  dopo aver ordinato il nostro stesso antipasto, dopo averlo terminato si è affrettato a richiamare la cameriera per pregarla di portargli un’altra frittatina prima che arrivasse la pizza. 😀

Frittatina

E’ giunto il momento delle pizze: la mia lei opta per la montanara, io per un ripieno con ricotta.

La prima cosa che colpisce, quando le pizze ti sono servite, sono le dimensioni.

La montanara è enorme, la mia ragazza mi chiede aiuto, e io non posso esimermi!

La mia si rivela altrettanto ardua da terminare.

Anche in questo caso, la pizzeria si rivela veramente speciale per la qualità della frittura, la montanara risulta perfetta, dorata al punto giusto e senza i untuosità.
Manca la provola (ingrediente talvolta presente), ma in compenso il sugo è condito con tanto parmigiano, come vuole la vera ricetta.

Montanara

A mio parere il parmigiano non da la corposità alla montanara che mi sarei aspettato, forse ciò è dovuto alla mia abitudine nel mangiarla prevalentemente nella sua variante con provola, ma ciò che conta è che ad essere pienamente soddisfatta è la mia ragazza.
La mia pizza è altrettanto buona, l’impasto è cotto alla perfezione, la ricotta è della migliore qualità….  se proprio devo trovargli un appunto, forse, la penuria di sugo, che sarebbe potuto essere un po’ più abbondante.

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Ma quello che veramente dimostra il valore della pizza, è che a dispetto delle dimensioni, i nostri piatti si ritrovano vuoti poco dopo e la pizza non lascia il benchè minimo senso di pesantezza.

Il conto finale, compreso di bevande, è di 28€.

I tempi cambiano, i luoghi pure e ciò che alla fine conta è che per una cosa che si perde, se ne trovi un’altra di pari valore.
Anzi, spesso proprio qualche ventata di novità permette di elevare la qualità dell’offerta culinaria e di migliorare al tempo stesso la cultura alimentare di molte persone: sotto questo e ad altri aspetti,  50 Kalò non fa per niente rimpiangere ciò che si è perso!

I voti.
Parcheggio: 6 La pizzeria è a due passi dal lungomare, antistante il locale c’è un parcheggio gestito dall’abusivo di turno; nelle immediate vicinanze si riesce, però, a trovare facilmente posto nelle strisce blu non presidiate da abusivi.

Struttura: SV Gli allestimenti esterni danno l’idea di un ambiente curato negli arredi, non avendo avuto però modo di vedere gli interni, mi riservo il voto per una prossima visita.

Servizio 8: impeccabile, il personale si contraddistingue per la

Cibo: 8,5 La qualità degli ingredienti è veramente elevata, e solo qualche dettaglio legato forse al mio gusto personale, non gli permettono di ottenere il massimo dei voti.

Prezzo: 7 Il prezzo è nella media della pizzerie dello stesso livello.

Non vi ho detto che cosa il significato del nome, 50 Kalò: andateci e lo scoprirete! 😉

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South’O Pub (Mezzocannone)

South’O Pub (Mezzocannone)

In preda al mio consueto vizio di voler andare a scovare sempre posti nuovi, questo venerdì ho trascinato la mia ragazza a provare un nuovo pub.
Devo ammettere che non ne sapevo quasi niente del pub in questione, sfogliando qua e là tra le pagine di Google mi è balzato all’occhio per le poche, ma efficaci opinioni positive, che ha saputo raccogliere nei suoi 6 mesi di vita.

Ragion per cui, terminata la settimana di sgobbo, doccia, cambio d’abito, prendi la ragazza (stranamente puntuale… non è vero Flo, sto scherzando!! 😀 ) si è messo in moto il mezzo… destinazione: centro storico!

Il South’ O si trova a via Sedile di Porto, prima traversa a sinistra di via Mezzocannone venendo dal corso Umberto (se non siete pratici affidatevi a un navigatore, a Google Maps o a un amico!).

In via Mezzocannone ci sono le telecamere a presidio della ZTL del Centro Antico… MA queste telecamere sono posizionate immediatamente dopo la strada di cui parlo, indi per cui si può arrivare benissimo davanti al pub con mezzo proprio.

Tenete conto che sulla strada attendono come avvoltoi  gli immancabili parcheggiatori, quindi vi toccherà decidere se parcheggiare un pò più in là per scansarli o cedere all’insopportabile pizzo “a piacere”.

Il contesto è quello che potete immaginare, trattandosi di centro storico… non siamo in via Scarlatti o a via Partenope, l’atmosfera è squallidamente decadente, la strada se ne cade di macchine parcheggiate alla rinfusa, mentre molti meno sembrano essere gli sporadici passanti che attraversano la via.

Però come sempre l’apparenza forse inganna e la strada si dimostra più tranquilla di quel che sembra, e c’è comunque il movimento di chi arriva per mangiare in zona o nei vicini Decumani.

Siamo arrivati abbastanza presto e nella sala si respira una tranquillità che solo locali alquanto intimi possono offrire: non per niente a parte uno sparuto gruppo di commensali, ed una coppia di ragazzi seduti al bancone a chiacchierare con i gestori, ci siamo soltanto noi.

La cosa non ci crea problemi, anzi, abituati ai chiassosi sabati sera nei ristoranti e pub del centro città, un pò di discrezione non guasta.

L’ambiente non è eccessivamente luminoso, anzi le luci sono leggermente soffuse, quasi ad esaltare il carattere di intimità della serata che si respira, contornata giusto dalla musica indie passata su MTV.

La cosa particolare di questo locale è che si propone di offrire solo prodotti tipici del meridione, in special modo campani, di alta qualità… e non a caso, alle pareti si trova conferma della particolare “vocazione” sudista del ristorante, con stemmi e continui rimandi ai fasti gloriosi del Regno delle Due Sicilie.

La riproduzione del Regno delle Due Sicilie su parete è una vera “chicca”

Vero fiore all’occhiello del pub è proprio la qualità di ciò che viene offerto alla clientela, a cominciare dalla ottima birra artigianale, prodotta senza processi di filtraggio in quel di Benevento, per finire con ogni singolo ingrediente che compone panini e dolci.

Le fritture, fatta eccezione per le patatine fritte classiche, surgelate, sono tutte fatte al momento con ingredienti freschi, e si rivelano essere, oltre che molto buone, anche generose nelle porzioni.

Si può scegliere tra le classiche patatine fresche o surgelate, zeppoline al lievito di birra, polpette di bovino al ragù, polpette di melanzane, e così via.

Polpette di melanzane

La scelta dei panini apparentemente può sembrare un pò scarna, anche se la possibilità di comporli con gli ingredienti che si vuole permette di ampliare sensibilmente la scelta.

A catturare la nostra attenzione, in ogni caso, è il panino… con la polpetta!… e aggiungiamoci pure la provola, che a detta del gestore ben si accosta!

Un pò di dubbi sull’accostamento pane e polpetta mi vengono, una decina di minuti, il tempo che si mettano al lavoro sui fornelli… mi ritrovo una piacevole sorpresa!

La polpetta è bella pregna di pomodoro e carote, il che la rende veramente succulenta… il sugo è molto buono e insaporisce a sua volta il panino, che diventa veramente una goduria per il palato.
Unica controindicazione: per questo panino la regola delle 3 C si applica alla lettera.

South' O Pub Panino con polpetta

Il buonissimo panino con polpetta e provola

 

 

Nonostante la composizione “massiccia”, il panino se ne scende una bellezza, perciò dopo qualche finto complimento all’invito di uno dei due ragazzi ad assaggiare i dolci, a detta sua molto buoni, la mia ragazza cede alla tentazione e si opta per una cheesecake con i frutti di bosco!

Ecco, io non sono un amante delle cheesecake, per me a tavola vale il principio “dolce al dolce, salato al salato”, l’intruglio formaggioso abbinato al biscotto e servito come dolce non mi impazzire, se mi porti un tiramisù son capace di farmi fuori tutta la teglia, ma se mi porti una cheesecake posso benissimo passare.

Perciò la assaggio giusto per, con molta diffidenza… e dopo averla messa in bocca mi son quasi pentito di non essermene presa una per me… dal momento che la torta è talmente buona che  me la potrei mangiata tutta.

Anche in questo caso, veniamo a sapere che gli ingredienti fanno tutti parte della filiera campana.

Avrei voluto provare una delle specialità della casa, il birramisù (tiramisù alla birra), ma proprio perchè fatti al momento, i dolci tendono a “ruotare” ed essere spacchettati nelle varie serate… e non ho beccato quella giusta!

Pazienza, dopo tanta soddisfazione, è il momento del conto: due antipasti, due panini, due birre e un dolce 32€ .

Direi niente male.

Dunque l’esperimento si è rivelato decisamente produttivo, il South ‘O si è rivelato davvero una bella scoperta e mi auguro che i gestori del locale si ritaglino un pò di spazio nella ricca offerta gastronomica della nostra città, anche considerando che offrono una valida alternativa a chi nel centro storico vorrebbe mangiare ogni tanto qualcosa di diverso dalla solita pizza!
Parcheggio: 5 Complicato se si vuole battagliare con i parcheggiatori della zona, più facile se ci si accontenta di lasciarla lungo il corso Umberto.

Struttura: 7 arredato con oculatezza, di chi compensa l’assenza degli arredi sfarzosi e a volte pacchiani di chi ha i soldi con un pò di cuore e sentimento in più

Servizio: 8 Niente da dire, da rivalutare al sabato sera, quando il pub si riempie.

Cibo: 9 Davvero notevole la qualità del cibo, altrettanto buona e corposa la birra, decisamente promosso

Prezzo: 8  16€ a testa per panini, contorni, birre e un dolce, considerando la qualità del cibo, è decisamente un prezzo di favore ampiamente ripagato.

Beef & Burger (via Caravaggio)

Quest’oggi mi trovo a parlarvi di un locale che ha già iniziato a muovere i primi passi da poco più di un anno e che, colpevolmente per me, ancora non avevo avuto modo di conoscere… forse perchè la via in cui si trova attraversa un’area prevalentemente residenziale, e, ad esclusione della pizzeria La Notizia, non ha mai proposto granchè dal punto di vista dei locali.

Molto probabilmente, se non mi ci avessero portato, avrei continuato ad ignorarne l’esistenza… purtroppo per me, aggiungerei!

Ancor prima di entrare, balza subito all’occhio l’insegna “stilosa” che sovrasta l’ingresso, e una volta all’interno altrettanto colpisce la cura e l’eleganza, colorata ma non pacchiana, degli arredi.

Tutto è piacevolmente moderno, pulito, soffusamente illuminato; la disposizione studiata di ogni singolo elemento dà un’idea di ampiezza degli spazi percepiti probabilmente maggiore di quelli reali.
Definirlo pub è riduttivo, qui dentro ci si può limitare a sorseggiare un cocktail, prendere una birra al bancone, oppure optare per la griglieria e i vari piatti di carne e insalate se si vuole andare oltre i semplici panini e baguettes.

Altro elemento che risalta, in positivo, è la cucina a vista, posta in fondo alla sala, contornata dalle tante vetrate che permettono, a qualsiasi avventore, di vedere i cuochi all’opera.

I menu (stilosi anche quelli) , come ho detto, sono alquanto vari, permettono di scegliere tra una notevole scelta di carni (vari tipi di Angus, Chianina, Tirolese, nei diversi tagli, carne suina del sud Tirol, Pollo, Salsicce, ecc) , tanti stuzzicherie, panini a base di carne, baguettes, insalate e dolci.
Buona anche la varietà delle birre, in particolar modo ho apprezzato la possibilità di provare birre delle più svariate nazionalità, non così comuni nei pub convenzionali.

La ragazza che ci ha servito, ci ha persino offerto un assaggio di una variante al frumento, per aiutarci nella scelta.
Birra

(Bella birra monegasca, tanto per andare sul sicuro)

Andando al cibo, abbiamo cominciato con una porzione di patate fritte, bella abbondante e ben indorate, una porzione di polpette ripiene di spinaci in fonduta di caciocavallo e probabilmente la cosa che ci ha colpito di più, una bella porzione di patate al forno con pan grattato.

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(Le patate al forno e pan grattato)

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(Polpette di carne ripiene di spinaci e avvolte in fonduta di caciocavallo)

Altrettanto buoni si sono rivelati i panini, pur nella loro semplicità (io ho osato poco, gli altri un pò di più) la morbidezza del pane, la qualità degli ingredienti e la freschezza delle carne, confermano le premesse descritte nel menù.

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(Hamburger di chianina con cotto, provola e patatine)

Concluso anche il piatto principale, con lo stomaco piacevolmente appagato, di spazio per il dolce non ne è rimasto nemmeno un pò, perciò ci si “accontentati” del liquorino calorosamente offerto dalla casa.
Sul conto non posso fare testo, il gentile proprietario ci ha concesso un cospicuo sconto, e perciò arrotondando per eccesso, si è speso circa 15€ a testa.

Dunque, una piacevole scoperta ed un locale che mi auguro abbia la fortuna di espandere la propria clientela, perchè ha il coraggio di proporre un prodotto qualitativamente eccelso in una zona che avrebbe bisogno di qualche attrattore.

I voti.

Parcheggio: 5 Zona residenziale, macchine inchiodate nei propri posti auto ed è veramente impossibile trovare un buco, se non inventandoselo.

Struttura: 9 Arredato con gusto, stile e zero pacchianeria. Non una cosa così scontata, di questi tempi.

Servizio: 8,5 Cerco di tenermi equilibrato e non lasciarmi condizionare dalle attenzioni ricevute, pronto e disponibile il personale e tutto perfettamente arrivato senza particolari attese, nonostante il locale fosse comunque abbastanza pieno.

Cibo: 9 Ottima la qualità dei cibo e degli ingredienti utilizzati.

Prezzo: 7 Nella media i panini, forse leggermente più economici dei pub più quotati (Penny Black, Sombrero, ecc),  credo che buttandosi sui piatti i prezzi tendano sensibilmente a salire.

Sorbillo – Lievito Madre (via Partenope)

Ultimamente qualcuno mi ha evidenziato una eccessiva uniformità di giudizi e la mancanza di esperienze negative in merito ai ristoranti partenopei, perciò mi è stato consigliato di includere , nel mio blog, anche qualche bocciatura.

Detto fatto, colgo la palla al balzo per raccontarvi la deludente esperienza avuta  in una delle ultime occasioni…

Due settimane fa ci è capitato di stare a casa di amici in prossimità di via Partenope e tra una chiacchiera e un gioco da tavola è arrivata l’ora della cena… tra una proposta e l’altra, si è deciso di optare per la pizza.
“Andiamola a prendere che sennò mentre chiamiamo per ordinarle prima che arrivano si fanno le undici.”

Detto fatto, non essendoci stata ancora l’occasione di sperimentare la pizza di Sorbillo sul lungomare dalla sua apertura, nell’estate scorsa, abbiamo pensato di sfruttare quella a disposizione in quel momento.

Ci rivolgiamo alla cassiera, veramente molto gentile, che ci fornisce il menu per decidere con calma le pizze da ordinare, e ci mette a disposizione uno dei tavolini all’esterno (non utilizzati per via del freddo) per annotarle.
Il menù delle pizze non si distingue molto per varietà, il numero è limitato a sette varianti, se non erro, e sono suppergiù le classiche.

Prese le ordinazioni di pizze e fritture, riferisco le ordinazioni e la signora gentile ci fornisce il conto : in otto persone il conto totale è di 80 euro. D’asporto!

Praticamente quello che un cliente pagherebbe per mangiare una pizza al tavolo nel Sorbillo di via dei Tribunali.

Andando nel dettaglio, la cosa che più colpisce, però, non è tanto il prezzo delle pizze,  ognuna 5€… quanto quello delle fritture: per 1 crocchè e 1 arancino 5€ !!!!
Veramente troppo caro.

Ma la delusione veramente più grande per chi, come me, rimane un estimatore della pizza di Sorbillo, è stata proprio la qualità della pizza proposta in questa “filiale”… veramente una pizza discreta e niente più, ad ignorarne la provenienza avrei potuto scambiarla per una qualsiasi altra pizza d’asporto, leggermente gommosa, di una comunissima pizzeria di Napoli.

Ci sono pizze che riescono a spiccare per bontà pure da fredde… e, mi duole dirlo, non è il caso di questa pizza.

Non ne vale la pena.

Starita (Materdei)

Starita (Materdei)

Ebbene eccomi tornato, dopo mesi che non aggiornavo questo blog, mentre invece ho continuato a curiosare in quelli degli altri (ciao Egidio!) senza fornire ulteriore contributi.

Non posso dire che mi sia mancato il tempo di provare tanti posti nuovi e trarre tanta gioiosa soddisfazione con le specialità gastronomiche che la nostra Italia ha da offrire, non soltanto quella napoletana.

Purtroppo il tempo non è mai abbastanza, gli impegni al contrario si moltiplicano, ed è veramente difficile trovare un momento per mettere insieme qualche riga per omaggiare i tanti posti che meriterebbero un po’ di spazio in questo blog.

Proprio perché il tempo è poco non soltanto per chi scrive, ma anche per chi legge, bando alle ciance e torniamo a parlare del tema portante di questo blog: i ristoranti di Napoli! 🙂

“Starita” a Napoli è un’istituzione, così come lo sono le pizzerie dei Decumani o “Nennella” ai Quartieri.

Il profumo di storia, oltre a quello della pizza, che si respira addentrandosi nei corridoi del locale, lo si riscontra nelle tante foto appese e che immortalano la Loren della “Napoli Milionaria” di De Filippo, famosissimo film degli anni ’50 di cui alcune scene furono girate proprio in questa pizzeria.

Il ristorante è riuscito ad evolversi e a rinnovarsi nel corso degli anni, così da adeguarsi e rispondere alla perfezione ai requisiti e agli standard organizzativi che una clientela fedele ma pur esigente si aspetta, con il risultato che il ristorante risulta sì perennemente pieno, ma allo stesso tempo gestito e tarato alla perfezione.

Tutto sembra funzionare come in una grande catena di montaggio, in cui ogni singolo elemento del personale svolge una specifica funzione, in questo modo vengono rispettate tempistiche e garantito un costante viavai di clientela che non lascia insoddisfatto nessuno.

In aggiunta, il ristorante è stato ampliato e ciò ha ulteriormente aumentato la capacità di coperti gestibili.

La nuova saletta(La nuova saletta interna ricavata da un vano in disuso e arredata di tv da cui guardare le partite in diretta)

Andando a vedere più da vicino i singoli aspetti, possiamo cominciare col dire che i tempi di attesa, seppur raramente brevi, non raggiungono mai le estenuanti tempistiche di pizzerie altrettanto rinomate (come Michele o Sorbillo)… nemmeno nei momenti peggiori, è veramente difficile arrivare a superare l’ora di attesa…. cosa che, per i nostri canoni e per una pizzeria così famosa, non è da poco!

Per ingannare l’attesa, in ogni caso, è sempre disponibile il banchetto di fritture che offre la consueta comitiva di crocchè, zeppoline, arancini e frittatine.

Una nota dolente è forse quella del parcheggio…. nella zona di Materdei non vi è una grande offerta di posti auto, se non scendendo nel vicino Corso Amedeo di Savoia (attenti ai parcheggiatori!).
Devo dire che la zona, aldilà delle apparenze, è sempre apparsa piuttosto tranquilla e  mai ho avuto problemi di alcun tipo in tanti anni di frequentazione.

20130607_220618Piazzetta Materdei(La zona di Materdei è più tranquilla di quel che apparentemente si possa pensare)

In ogni caso, per chi proprio non può fare a meno di parcheggiare a più di 100 metri dalla pizzeria, c’è a disposizione un parcheggio privato convenzionato; non avendolo mai testato personalmente, non ho idea di quali siano le tariffe offerte dal garage.
Per chi  invece volesse andare a mangiarsi una pizza durante gli orari di esercizio della metropolitana, può prendere in considerazione la linea 1 della metropolitana, che ha una fermata a non più di 200 metri.

La vicina stazione della metropolitana(La fermata della linea 1 di Materdei)

Venendo all’attesa, i tempi sono molto variabili, si può aspettare due minuti, come un’ora… tutto è legato molta fortuna.

Entrati dentro, quel che colpisce, come ho detto, è l’organizzazione minuziosa di ogni singolo aspetto e la precisa suddivisione dei compiti… il menu portato quasi immediatamente, assieme al sacchetto comprensivo di posate e tovagliolo.

Chiuso il menu, arriva puntuale il cameriere successivo, con tanto di palmare, a prendere l’ordinazione dell’eventuale fritturina o antipasto, senza chiedere pizze per evitare che arrivi tutto insieme.

Dopo l’arrivo di quanto ordinato (non più di 5 minuti), non si fa nemmeno in tempo a finire la pietanza e posare la forchetta, che immediatamente ritorna lo stesso cameriere a chiederti che cosa deve seguire all’antipasto.
E qui bisogna aprire una parentesi, perché tra tutti gli aspetti considerati, non sono ancora arrivato a parlarvi di quello più importante: il cibo!

Dunque, Starita è una pizzeria come tante altre e dunque chi vuole può buttarsi sulla solita margherita o varianti…. a me la pizza di Starita, per quanto buona, non ha mai fatto gridare al miracolo… mentre invece ritengo che Starita dia il meglio di sè con i fritti:   la Montanara fritta al forno è un must, così come lo sono le Corna di Maradona.

E non dimentichiamo i famosi angioletti fritti, ormai inflazionati in tutta Napoli sotto diversi nomi, ma su cui Starita può vantare la paternità… due scelte possibili, rustica o dolce, al pomodoro con rucola e scaglie di parmigiano come antipasto, bagnate di nutella come dessert… andare da Starita senza mangiare una delle due varianti è un’ingiustizia commessa nei confronti del proprio palato.

20130607_210609 Montanara fritta(La montanara fritta al forno)

Gli angioletti al pomodoro

Angioletti alla nutella(Gli angioletti nelle due varianti, al pomodoro e alla nutella)

Dopo un pasto così appagante, e forse anche un pò troppo serrato (come tutti i locali in cui i tempi di gestione di un tavolo sono veloci), si ha un pò la vaga sensazione di essere dei “maiali messi all’ingrasso”, niente che però possa condizionare il pensiero di aver mangiato ottimamente o susciti particolari sensi di colpa. In ogni caso nulla che un eventuale digestivo non possa cancellare!

Venendo all’aspetto pecuniario, con un paio di fritturine (a pezzo), una montanara grande, Coca-Cola, una porzione di angioletti, se ne esce via con circa 14€ a testa (escluso il servizio!).
Decisamente un prezzo accettabile.

La passione e la capacità imprenditoriale di chi lavora in questa attività in tutti questi lunghi anni non sono mai mancate e ciò conferma che la fama di cui Starita gode tra i napoletani è ampiamente meritata.

Voti.

Parcheggio: 5 Come ho detto è un pò critico

Struttura: 8 Locale oggetto di ristrutturazioni e continue migliorie che ne fanno un luogo gradevole e che non dà mai l’idea di posticcio come a volte accade in altre attività storiche.

Servizio: 10 Meglio di così, si muore

Cibo: 9 Starita è Starita (attenti al colesterolo!)

Prezzo: 7,5 Antipasto, pizza, dolce e bibita a 14€ è un ottimo prezzo.

El Sombrero (Mergellina)

La stazione ferroviaria di Mergellina, un capolavoro liberty disegnato dall’architetto Costa negli anni ’20 e talmente bella da risaltare, come un monumento, nella zona di Chiaia, e che fino alla fine dello scorso decennio ha rappresentato un importate passante ferroviario per la città, ha sempre vissuto, dal punto di vista commerciale, una esistenza abbastanza travagliata.

Fatta eccezione per un edicolante dai modi ed il lessico di un professionista ed una tabaccheria, anni e poi decenni han visto susseguirsi, all’interno dei vari locali di stazioni, diverse attività commerciali e ristorative, bar, farmacie, librerie, autonoleggi, profumerie, persino fast food (un Burger King), aperte con tanta speranza e prospettive, e chiuse con altrettanto sconforto e delusione.
FIno a poche settimane fa, quando uno storico e rinomato pub del quartiere Chiaia, ha deciso di prendere in affitto alcuni vani dell’edificio di stazione, per aprire una nuova sede.
Sto parlando del Sombrero, che per chi è di casa a Chiaia è uno dei punti di riferimento serali del sabato.

Chi ci è andato, il sabato sera, o si è trovato a passare al corso Vittorio Emanuele (altezza ufficio postale di piazzetta Mercadante), conoscerà bene la ressa di gente e gli ingorghi di auto in cerca di parcheggio che si creano davanti il locale originale.
Così come sono ben noti i tempi medi di attesa per entrare per entrare e sedersi a mangiare all’interno (dalla semplice ora alle due abbondanti).

Non a caso, il Sombrero negli anni è andato espandendosi sempre più, ampliando i propri spazi, aprendo una sede proprio accanto alla vecchia, una cento metri più avanti dedicata solo alle carni (e che credo non sia andata altrettanto bene, visto che dovrebbe aver chiuso) e adesso questa nuova.

Poteva dunque esimersi il sottoscritto dall’andare a testare questa novità, considerando soprattutto il fatto di avercela pressocchè sotto casa?

No, per l’appunto… solo che prima di farlo, ho preferito attendere che scemasse l’euforia per la nuova apertura, e che ogni sabato attirava veri e propri branchi di persone in attesa all’ingresso sin dalle otto di sera.

Perciò si è giunti a sabato scorso, occasione in cui ho potuto finalmente avere il piacere di trascorrere parte della serata all’interno (o per meglio dire, all’esterno).

Lasciando il nome in lista alle nove (attesa preventivata, mezz’ora, con sei tavoli davanti a me), mi sono ripresentato con gli amici circa un’ora dopo… attesa un altro quarto d’ora, siamo stati finalmente chiamati ed invitati a sederci presso un tavolo esterno.

Il locale si presenta molto chic, forse anche troppo per ciò che vuole offrire, al punto da sconfinare, negli arredi, nel kitsch più sfrontato, come dimostra il lucernario che accompagna la lunga scala all’interno.

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(Lo sgargiante lucernario interno)

Certo non si è lesinato e si son scelti tutti materiali di ottima fattura e rispettosi del contesto “importante” in cui si trovano ospitati.

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Il parcheggio… questa volta, contrariamente alla sede principale, può godere di ampio parcheggio FS (2€ l’ora) che nonostante il numero di posti, vista la mole di gente, tende comunque a riempirsi presto.
Non manca l’onnipresente abusivo che offre posti auto creativi in cambio di una tariffa che mi è ignota, disdegnando e boicottando oltre ogni dire la categoria in questione.

Il personale, in tenuta e costituzione da body guard, forse a scoraggiare eventuali fughe di disonesti avventori, oltre l’aspetto dimostrano molta cortesia e professionalità e questo è un punto di merito.

Siamo stati fatti accomodare fuori, cosa che con il bel tempo ci ha permesso di godere del piacere di stare all’aria fresca in uno spazio semi-pedonale, su poltrocine particolarmente comode.

Le ordinazioni sono state rapide, non altrettanto però lo sono stati i tempi di attesa per le portate, il che ci ha fatto mugugnare un pò tutti vista la fame (che non ci manca mai).

Medio-buona la scelta delle birre, in tutti i formati, cosa che ci ha reso tutti contenti.

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(Le nostre bevande)

La scelta dei panini invece è decisamente varia, tra cui spiccano quelli che richiamano i nomi dei calciatori più idolatrati.

Il menu offre anche carni al piatto, ma francamente non gli ho dato nemmeno una guardata, quindi non posso giudicare.

Abbiamo aperto con due portate di patata fritte, salsiccia, wurstel e formaggio, molto buone ed abbondanti nelle quantità.

Dopo una bella attesa ed una chiacchiera, è arrivato il panino, io e la maggior parte di noi abbiamo optato per il Marekiaro, hamburger di chianina contornato dalle solite cose che si schiaffano in questo tipo di panino.
Potete beneficiarne nella foto che segue.

20130608_234201(Marekiaro, hamburger di chianina, scamorza o provola, prosciutto, insalata e pomodoro)

Anche qui, devo dire che il giudizio sui panini del Sombrero è sempre stato contrastante, perchè nelle diverse occasioni in cui mi sono trovato a mangiarlo, mi sono ritrovato a dargli giudizi molto altalenanti, alle volte buono, altre cotto malissimo, una volta bruciacchiato, un altro scamorza come gomma  e così via.

Devo dire che almeno questa volta, il panino è risultato decisamente soddisfacente, buona la cottura della carne e la qualità del pane.

Non so se sia stato un caso o se è dovuto ad una migliore organizzazione del pub rispetto all’altra sede.

Ottimo il dotare ogni tavolo di bottiglioni di ketchup e maionese, in modo da non costringere i clienti a gesticolare per richiamare l’attenzione dei camerieri e richiedere nuovi approvvigionamenti.

Noi ci siamo fermati al primo, ma una menzione d’onore va data ai dolci del Sombrero, che l’hanno sempre contraddistinto per bontà  e varietà, potendo contare su tiramisù alla nutella (semplice tiramisù classico con nutella colata sopra), torta pan di stelle, torta rocher, kinder fetta a latte, kinder delice e qualche altra che al momento mi sfugge.

Conto finale: 15€ a persona  , tutto sommato considerando il contesto ed il prezzo medio dei panini (6-7€), non male, mi aspettavo peggio.

Insomma, se volete un pub non eclatante ma sicuramente di ottima levatura, con arredi di un certo livello e comodità, adattandosi anche all’attesa (presente esclusivamente nei weekend), il Sombrero è il posto giusto per voi.
Ah, è aperto anche a pranzo.

Voti.

Parcheggio: 7 presente e molto ampio, anche se il venerdì e sabato tende a riempirsi presto, 2€/ora non è poco, ma trattandosi di pieno centro, a Chiaia, sfido si possa trovare altrettanti parcheggi custoditi così accessibili

Struttura: 8 gli arredi sono tendenti al pacchiano, oltre a dare un pò il senso di “vorrei ma non posso”, ma sono arredi di ottima qualità e tutti gli spazi sono organizzati per offrire la migliore vivibilità possibile agli avventori. Un punto in meno per la scala infinita!

Servizio: 6,5 organizzatissimi nella gestione dei tavoli e della clientela in attesa, un pò meno nelle tempistiche di servizio delle portate

Cibo: 7 1/2 Questo non era male, certo paga un pò l’esperienza e lo scotto di alcuni panini mangiati nel vecchio locale, non sempre esaltanti.

Prezzo: 7 nella media dei pub più in.

Di Napoli (Fuorigrotta)

Di Napoli (Fuorigrotta)

I gusti, si sa, sono qualcosa di soggettivo.
E’ una regola  che vale per tutto, i film, la musica, le ragazze (o i ragazzi), i libri, la cottura della pasta, il condimento, ecc.

Non fa eccezione la pizza… a chi piace ben lievitata, a chi piace sottile, a chi piace piena di mozzarella, chi inorridisce a vederci il parmigiano sopra, chi il fior di latte, chi la bufala, chi la mangia con le mani e chi non può far a meno delle posate… e così via…

Persino tra le pizze più celebri e rinomate, le opinioni e le preferenze degli avventori si dividono.

Chi dice Sorbillo, chi dice Pellone, chi Michele, chi Di Matteo… il mondo è bello perchè vario e perchè mettere d’accordo due teste è complicato figurarsi una miriade!
Dunque, tra tutte diversità di opinioni, penso sia giusto e doveroso in quanto napoletano, esprimere quella che è la mia preferenza assoluta per la pizza!

Essì, perchè un conto è stabilire cosa sia meglio e un conto è dire cosa si preferisce.

Nel mio caso , inutile a dirlo, la mia preferenza assoluta per la pizza è quella che mangio più spesso, Di Napoli.

Di Napoli è una piccola pizzeria che si trova in una traversa di viale Augusto a Fuorigrotta, in via Marcantonio 31.
Precisamente, quando devo spiegare dove si trova (essì, perchè c’è gente che manco sa dove si trova!), per far prima dico che si trova tra il Bar Franco e l’MD (“E che r’è mò l’EmmeDì?”… al che, un “Leva mano, ti ci porto io quando vuoi” non glielo nega nessuno).
Abbastanza conosciuta dai napoletani, pressocchè ignorata da guide e visitatori perchè lontana dai consueti itinerari turistici, il sottoscritto scoprì la suddetta diversi anni or sono, e ad essere sincero la prima volta la pizza margherita che presi non mi rimase particolarmente impressa, se non per le dimensioni piuttosto contenute.

Fu solo qualche tempo dopo che mi ritrovai a ritestarla, più per caso che per una reale intenzione.

Cosa intendo per testare una pizza?
Semplicemente, si prende un particolare tipo di pizza, quella che si conosce bene, quella che si preferisce, quella su cui si può testare la qualità degli ingredienti.

In pizzeria, il mio test personale è ordinare la genuina, la verace, insomma la pizza con la mozzarella di bufala.
Se la mozzarella è buona, la pizza è promossa a pieni voti, in quanto una buona qualità della bufala esalterà al tempo stesso il sapore di tutto quel che vi è attorno. .
Ebbene, in quell’occasione rimasi letteralmente folgorato, la bufala constava di tanti piccoli bocconcini tagliati in due, stesi sulla pizza e lasciati lievemente scottare, in modo da non lasciarli sciogliere completamente (cosa che per la bufala non porta all’odioso effetto-latte che ti inguacchia tutta la pizza, a meno che non venga rigorosamente “asciugata” in frigo), ma mantenerne integra la forma.

Una rivelazione!
Mai mangiata una margherita con bufala così buona!

Pizzeria Di Napoli - Margherita con bocconcini

(Margherita con bocconcini di bufala e prosciutto crudo)

Dopo quel colpo di fulmine, è nata una passione per tale per questa pizzeria, tale da renderla un appuntamento non fisso ma quasi, le volte che si va allo Space a vedere un film, tant’è vero che io e la mia ragazza siamo ormai di casa e ci conoscono tutti, lì dentro.

Dopo questa lusinghiera presentazione, veniamo alla nota dolente.

Il vero grande neo di questa pizzeria è dovuto proprio alla sua più grande pregio.

La qualità si paga. Non in termini pecuniari, bensì in termini di clientela: la qualità  di un locale e della sua cucina, richiama gente…  e ciò determina l’attesa per entrare tanto a pranzo (di meno), che di sera, con particolare attenzione ai weekend.

Chiariamoci, non si arriva mai alle insostenibili attese di Sorbillo (che per farti entrare, nei weekend, è capace di farti attendere tranquillamente due ore)… per me che la conosco bene, posso descrivere la seguente situazione: solitamente il venerdì sera tra le otto e le dieci e mezza si riesce ad entrare con mezz’ora-quarantacinque minuti di attesa (dopo le dieci e mezza e fino alla chiusura, si riesce a entrare facilmente), il sabato un pò di più, mediamente un’oretta.

Ma devo dire che mai come in questo caso l’attesa è ampiamente ricompensata.

Il menù offre diversi tipi di pietanze: consueti fritture, straccetti al pomodoro, fior di latte alla piastra, bufala e prosciutto, focaccia, patatine fritte…

Pizzeria Di Napoli - Straccetti

(Straccetti al pomodoro)

Le pizze sono tante e variegate, ma la mia preferita rimane la Fantasy con bocconcini di bufala, una pizza per metà margherità e metà ripieno.

Detta così non sembra niente di sconvolgente, ma provate la ricotta…  io che non sono un fan di questo latticino, dopo il primo assaggio ne sono rimasto estasiato, la ricotta è a tal punto vellutata da sembrare panna! E la morbidezza della pasta, la perfezione degli ingredienti… insomma, ogni volta è tutto al posto giusto.

Pizzeria Di Napoli - Fantasy con bocconcini

(La fantastica pizza Fantasy, bocconcini di bufala, pomodoro, cornicione ripieno di ricotta e salame)

Altro difetto dibattuto in maniera controversa è la dimensione della pizza.

A mio giudizio, non siamo ai livelli della mignon, come sostengono alcuni; non siamo nemmeno ai generosissimi livelli di Sorbillo (in cui la pasta della pizza straborda dal piatto).. la pizza è medio-piccola, ma io non ho mai avuto problemi di fame dopo averla mangiata, sia essa una margherita come una Fantasy.

Immancabile è la lista di dolci e gelati, che all’infuori dell’ottima mezzaluna a nutella, non ho mai avuto il piacere di assaggiare di provare.

Le tante ragazze che lavorano lì son sempre molto gentili e spedite, nonostante i ritmi serrati e l’alta affluenza riescono a districarsi bene tra i tavoli, non così i tempi dei pizzaioli che lavorano in non più di tre tra chi prepara e chi inforna (probabilmente per salvaguardare la qualità della pizza) ed hanno bisogno dei loro tempi per soddisfare le tantissime ordinazioni.

I prezzi sono assolutamente nella media, una birra da 0,40 ed una pizza speciale vengono circa 10-11€ a testa, tutto sommato accettabile.

Forse è un bene che questo piccolo gioiello sia lontano dai luoghi turistici e dal chiasso del centro cittadino, cioè permette ai veri cultori napoletani di potersi godere, aspettando s’intende, con tutta la tranquillità una vera specialità.

Voti.

Parcheggio: si trova posto tranquillamente nella zona, parcheggiatore o no. 7

Struttura: 6,5  la pizzeria non è grande, forse fosse grande il doppio si entrerebbe prima e si mangerebbe peggio… molto probabilmente è tutto proporzionato per mantenere un certo equilibrio!

Servizio: 8 sempre gentili, il titolare Gennaro è un vero signore.
Mi è capitato un paio di volte che non mi abbia voluto far pagare la pizza d’asporto perchè andavo di fretta e loro con i tempi di attesa erano andati oltre quanto prospettatomi.

Un voto in più perchè è veramente raro trovare efficienza e cortesia in un locale/pizzeria gremiti di gente.

Cibo: 10 per me la perfezione. Le dimensioni non contano! 😀

Prezzo: 7  prezzo nella media.